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Le sette e quaranta

Lo spot ha venti secondi
e nessuna immagine.

Si scrive, si prova a voce alta, si taglia. Poi lo legge una voce vera, nei nostri studi, e va in onda su una radio che facciamo noi.

«Le canzoni non invecchiano.»

  • 64 spot finiti in archivio
  • 8 aziende seguite in continuità
  • 2,38 parole al secondo, il ritmo vero dei nostri speaker

Ogni programma ha la sua sigla. Non una musica presa da una libreria: scritta per quel programma, e sempre in due versioni, audio e video.

Sarà perché ti amocon Andrea Favaretto
Istruzioni per l’usol’intelligenza artificiale
The Land of the Moonla Lunigiana

Sono i quindici secondi d’apertura. Le versioni video, con la grafica, si vedono dentro le puntate.

Le cuffie appoggiate alla consolle di regia
Uno speaker al microfono, in cuffia
Il microfono in esterna, durante una diretta
Lo studio durante la registrazione di un programma

Da dove partiamo

La radio la facciamo da sempre.
Ma da sola non basta più.

È il mestiere da cui veniamo, ed è quello che sappiamo fare meglio: nel 1998 nasceva Radio Italia Più, dal 2005 è Radio Nostalgia. Ventotto anni di spot vogliono dire sapere quante volte deve passare un messaggio prima che qualcuno se lo ricordi, e in che fascia oraria conviene spenderli.

Ma oggi la radio è il punto di partenza, non tutta la risposta. Chi vi sente la mattina, la sera vi cerca sul telefono: se quello che trova non tiene, i soldi dello spot li avete spesi per portare gente su una porta chiusa.

Se serve farsi conoscere

Si parte dalla radio, perché parla a chi non vi sta cercando. È la cosa che nessun social sa fare.

Se serve farsi credere

Alla campagna si aggiunge un racconto: un video, un format, la vostra storia detta da voi. La voce porta le persone, il racconto le convince.

Se serve farsi trovare

Il sito, le schede, quello che si vede quando vi cercano. È l’unico momento in cui si muovono loro: non può essere il pezzo debole.

Se serve farsi vedere

Una serata, una diretta, il vostro nome dentro un evento. Quello che in radio si sente, in piazza si tocca.

Non le vendiamo tutte e quattro per principio: si guarda l’obiettivo e si sceglie. Il vantaggio di averle in casa è che possiamo dirvi di no su una senza perdere il lavoro sulle altre.

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